Psicodonzia

La salute e l’equilibrio della bocca sono in relazione con l’equilibrio del corpo intero, ed intervenire per riorganizzare i denti significa quindi intervenire sulla salute globale della persona.
Ogni singola parte del nostro corpo ci rappresenta interamente, come possiamo vedere in altre discipline quali l’iridologia, la riflessologia, l’auricoloterapia e molte altre ancora.
Secondo il concetto di archetipo, infatti, elaborato da Carl Gustav Jung, custodiamo in noi stessi la memoria del Tutto, dal momento che deriviamo tutti da un’unica cellula primordiale. Ogni perturbazione, malattia o trauma viene registrata dai nostri organi, denti compresi. Gli squilibri del cavo orale sono allora indice di un individuo non in armonia, e la posizione dei denti può rivelare una situazione di conflitto o sofferenza psicoaffettiva. È importante sottolineare che la malattia è un disagio che viene dal profondo, dalla realtà soprasensibile, e la sua manifestazione sarà peculiare in ogni persona poiché ognuno risponde diversamente alle perturbazioni; si tratta di una reazione animica (emotiva): manifestiamo la malattia o il disagio a livello fisico, esternandola sugli organi.
( Dr. Renzo Ovidi)

Con il termine di psicodonzia si intende indicare una protoscienza nata nei primi anni del ‘900 e poi abbandonata sotto l’incalzare del positivismo e del meccanicismo. La definizione di protoscienza ci dice che siamo di fronte ad una scienza in piena evoluzione.
È noto l’oggetto di studio, lo scopo, gli strumenti scientifici per indagare i vari aspetti, ma non abbiamo ancora uno statuto epistemologico, vale a dire un insieme di concetti che le sono specifici e che la caratterizzano rendendola una scienza a tutti gli effetti. Succhiare il dito, digrignare i denti, mordersi le lingua le guance e il labbro e tutti gli altri vizi abitudinari che si localizzano nell'ambito dell’organo di masticazione sono espressioni nevrotiche più o meno gravi e la cura medica non può limitarsi alla sola cura dei danni, la terapia deve mirare alle cause soprattutto se sono di origine nevrotica. …..
Nel corso degli anni, l’impostazione meccanicistica ai problemi di equilibrio della bocca e dei denti fino a raggiungere l’atomismo, ha distolto l’attenzione da tutto ciò che era fuori del “dente.”
I molti insuccessi dell’approccio meccanicistico e l’evoluzione del pensiero hanno portato i protocolli terapeutici odonto-riabilitativi a beneficiare di concetti relativi alla postura, fisiologia respiratoria e di deglutizione, osteopatia, dietetica e logopedia.
L’approccio psicodontico così come presentato nei primi anni del ‘900, si è comunque evoluto e maturato, per essere considerato oggi una protoscienza a tutti gli effetti.

PSICANALISI E PSICODONZIA
di Olando Olivi
www.oliviolando.com

Molte manifestazioni somatiche di stati nevrotici trovano evidenza in abitudini viziate socialmente accettate , ma che possono creare gravi alterazioni della morfologia della dinamica masticatoria, linguale e per compensazione influenzare la postura e la respirazione.
Le attuali linee di protocollo d’intervento stomatologico non ammettono connessioni con la sfera psichica e adottano un intervento mirato ai soli sintomi.
Succhiare il dito, digrignare i denti, mordersi la lingua le guance e il labbro e tutti gli altri vizi abitudinari che si localizzano nell’ambito dell’organo di masticazione sono espressioni nevrotiche, più o meno gravi.
La terapia odontoiatrica che adotta un approccio meccanicistico nei casi particolarmente gravi deve essere integrata, per una completa guarigione, con una psicoanalisi vera e propria, la quale dal sintomo nevrotico sapientemente segnalatogli dall'odontoiatra, saprà trarre materiale sufficiente per un’ulteriore diagnosi e adeguata terapia.
Tutte le abitudini viziate possono rappresentare dei sintomi nevrotici di notevole importanza, specialmente in quelle epoche nelle quali non si sono rilevati disturbi psico-nevrotici più gravi, ma sono evidenziabili in uno stato embrionale dall’analista, e dall’odontoiatra opportunamente formati.
La fenomenologia delle manifestazioni d’interesse analitico e psicodontico riguardano l’azione di mordere, distruttiva e l’azione del succhiare, istinto di vita, con un’eziologia dal punto di vista psicanalitico diversa tra le due manifestazioni.
Il bruxismo è un contatto prolungato, sotto sforzo, delle arcate dentali accompagnato dal movimento digrignante.
Il bruxismo insorge spesso nelle persone sottoposte a stress prolungati, se il disturbo si presenta già nell’ infanzia più facilmente tende a permanere in età adulta…………..